Dopo due anni di lavoro nel settore umanitario, sempre in sede, ho sentito la necessità di andare a vedere con i miei occhi la realtà di campo.

Ecco perché ho deciso di presentare la domanda per la posizione di EU Aid Volunteers in Protection con WeWorld-GVC in Libano, dove sono da ormai 7 mesi.

Gli interventi di WeWorld-GVC in Libano si focalizzano sulla risposta alla prolungata e complessa crisi siriana, e alle migrazioni forzate che ha causato. La maggior parte delle persone sfollate infatti sono ospitati negli stati vicini, incluso il Libano, dove le comunità siriane si sono disperse in tutto il paese. La valle della Beqaa, dove vivo, è una delle aree a maggior concentrazione di popolazione siriana rifugiata. Purtroppo è anche una delle regioni maggiormente in difficoltà della zona.

La maggior parte delle persone vivono negli insediamenti informali (ITSs), dove mancano  strutture più basiche.  WeWorld-GVC lavora nella maggior parte di questi ITSs, provvedendo fra gli altri servizi all’acqua potabile e alle latrine. Inoltre, stiamo implementando una metodologia innovativa di analisi e intervento, il Community Protection Approach (CPA). L’obiettivo principale della CPA è il passaggio da interventi emergenziali decisi nel corto periodo e applicati dall’alto verso il basso, dalle ONG o le agenzie ai beneficiari, ad un processo strutturato in cui le comunità sono al centro. Le comunità sono così rese soggetti attivi nell’esercizio dei propri diritti, e nella denuncia della violazione degli stessi, e diventano interlocutori alla pari delle agenzie e attori principali delle proprie vite. Non più soggetti passivi degli aiuti.

Sebbene il mio lavoro in parte sia davanti ad un computer, sono abbastanza fortunata dall’aver potuto spesso accompagnare e partecipare alle attività dei mie colleghi sul campo. Sono stata testimone di come i membri delle comunità siano felici nel vederci arrivare, di come  si aprano sulle loro preoccupazioni, condividono le loro sfide e ci propongono le sfide che meglio si adattano alle loro esigenze. E ho visto dai miei colleghi libanesi, dai quali sto imparando tanto sia professionalmente che personalmente, non trattandoli con superiorità ma con dignità e rispetto. 

Ciò che ho visto sul campo mi ha reso orgogliosa di far parte di questo processo, contribuendo con il mio tempo e le mie capacità come volontario dell’Unione Europea,  e ha rafforzato  la mia fiducia nell’aiuto umanitario. 

ALEJANDRA ACEBO CRESPO, EU Aid Volunteer in Protezione in Libano

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