Sara Alves, Project Manager del settore di Global Education di GVC, dopo averci raccontato l’incontro con CBA, ci parla del supporto che GVC offre, all’interno del Technical Assistance, verso organizzazioni italiane.

 
Il caso di Arci Catania

Dopo la nostra visita croata ci concentriamo sul territorio nazionale confermandoci come punto di riferimento per lo stivale.

Prendiamo un altro aereo per raggiungere Catania, le sue granite e le sue associazioni impegnate da anni sia a livello locale, sia europeo. In un palazzo a due passi dal centro ci aspetta il team di Arci Catania: incontriamo Maria Elena, Rosario e alcuni dei volontari che attualmente svolgono servizio presso Arci Catania, volontari sia di Servizio Civile Italiano, sia del Servizio Volontario Europeo meglio conosciuto con l’acronimo SVE.

L’organizzazione lavora da tempo in questi programmi di scambio sia come organizzazione di invio, sia di ospitalità. Akvile, volontaria lituana, ci racconta l’arricchente esperienza di questi mesi portando una viva testimonianza dell’accortezza nella gestione umana di questi ragazzi oltre che del suo profondo amore per l’isola. Tutti i ragazzi che costituiscono lo staff sono stati volontari in prima persona, conoscono la forza e le sfide del volontariato ed è per questo che ritengono che EU Aid Volunteer sia un’occasione imperdibile.

Insieme studiamo i numerosi articoli e le richieste dell’UE comprendendone l’importanza per garantire un’esperienza formativa e professionalizzante. Il meccanismo di certificazione è abbastanza chiaro: ha una natura diversa rispetto a quello del programma SVE, in quanto basato sulla documentazione e non su interviste, ma con requisiti simili.

Molte delle azioni che Arci Catania già compie nella sua ottima gestione dei volontari andranno trascritte e rese procedure, raccontandole così a chi dagli uffici di Bruxelles dovrà valutarne la qualità. Il progetto futuro sarà coinvolgere realtà con le quali hanno già collaborato, per inserirle e collaborare nuovamente insieme all’interno del programma di certificazione.

 

Il nostro ruolo di formatori

Il nostro ruolo a volte risulta meno complicato, quando si tratta di confermare l’interpretazione di standard quali: sicurezza, pari opportunità e non discriminazione, privacy, partnership, individuazione dei compiti dei volontari, processo di selezione, formazioni, condizioni di vita e di lavoro, contratti, monitoraggio e valutazione. Si tratta di individuare i documenti già esistenti o le esperienze pregresse.

Sembra quasi un colloquio sul lettino di uno psicologo che indaga sul passato per individuare le ragioni e i ricordi di azioni precedenti che hanno determinato l’attuale pratica di gestione dei volontari e struttura dell’organizzazione. Reinterpretiamo pensieri, sogni e dubbi che nascono da questionari a crocette e liste di documenti obbligatori per poi sentirsi pronti, sicuri di sé per selezionare e inviare i nuovi Eu Aid Volunteers.

Lo “psicologo” guida, indica e suggerisce, ma la decisione di certificarsi rimane in carico alle organizzazioni che hanno preso parte al progetto AIDCSO. Noi formiamo e promuoviamo questo programma europeo come ONG che fornisce assistenza tecnica, come ONG che inviando volontari ha modo di osservare le potenzialità di tale programma e come ex volontari che hanno avuto modo di scoprire la propria passione e iniziare il proprio percorso professionale grazie ad un’esperienza del genere.

 

A Roma per Gondwana, tra passato e presente

Il mio percorso personale in questo settore è iniziato proprio con un’esperienza di volontariato e i casi della vita mi hanno portato a formare un’affiliata dell’organizzazione con cui sono partita per il Brasile: Gondwana. L’organizzazione, basata a Roma, si costituisce per volontà di ex “servizio-civilisti” di CESC Project rientrati dopo un’esperienza all’estero (Brasile, Argentina e Tanzania) e organizza esperienze medio lunghe in Ecuador, Brasile, Argentina, Uruguay, Congo, Ghana, Nigeria e Tanzania.

Io e Zsuzsanna di HBAID, team ormai consolidato, andiamo a trovarli a Roma per realizzare la nostra terza visita (quarta per me nel giro di pochi mesi). Con Gondwana il primo ostacolo è stata la comprensione del programma: lavorando con realtà quali la grande iniziativa italiana del servizio civile nazionale e all’estero, alcune dinamiche sono simili, ma altre risultano poco chiare ad esempio il settore di azione, ovvero l’aiuto umanitario.

Quando parliamo infatti di settore umanitario pensiamo erroneamente solo a paesi in guerra, realtà difficili in cui coinvolgere volontari risulterebbe poco sicuro per loro stessi, lo staff in loco e gli stessi beneficiari. Il programma Eu Aid Volunteers concepisce il settore umanitario in maniera più ampia (vedi art.3 reg. no. 375/2014) ed EACEA insieme ad ECHO monitorano continuamente le situazioni di tensione e sicurezza nei paesi che ricevono i volontari bloccando l’invio in caso di alto rischio. Insieme al nostro “nuovo paziente” abbiamo analizzato in toto la gestione dei volontari e la relazione di partenariato osservando documentazioni basate sulle linee guida del Ministero degli Esteri Italiano, ente gestore del servizio civile nazionale.

Le numerose interviste che ogni anno Godwana svolge (651 candidati nel 2016) a sostegno di CESC Project la rendono un’organizzazione con una ricca esperienza nell’ambito dell’identificazione e selezione dei volontari. Gli strumenti di monitoraggio dell’apprendimento e della realizzazione delle attività e di valutazione sono stati rivisti per giungere a una formulazione ottimale per il tutoraggio dei volontari. Le esperienze di partnership con organizzazioni locali in America Latina e Africa non mancano, sia consolidate negli anni, sia in nuovi paesi d’azione. I nostri consigli tecnici si sono concentrati maggiormente sulle delle policy di sicurezza nei suoi vari aspetti (analisi del rischio, descrizione contesto, definizione di ruoli e responsabilità, formazione etc.), codice etico e piccoli consigli di perfezionamento.

Le informazioni acquisite in due giorni sono tante e si ha sempre il bisogno di ripercorrere il lavoro fatto insieme, per questo noi rimaniamo a disposizione sia di queste associazioni, sia di altre interessate tramite il nostro portale euvoluteerportal.org. Salutiamo così lo staff di Gondwana.

 

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