Studiare, lavorare e ottenere un’emancipazione economica in Tunisia non è semplice, soprattutto se sei una donna e vivi in zone rurali dove quotidianamente ti scontri con un sistema socio-culturale che ancora ha molto da fare in tema di emancipazione femminile.

Ci sono però tante realtà tunisine che contrastano questo sistema lottando giorno per giorno.

Una di queste realtà si trova a Thala Swassaya, dove è presente un gruppo di donne tunisine che produce miele e cerca, attraverso il lavoro, un’emancipazione non solo economica, ma anche sociale.

“Attraverso il lavoro vorrei migliorare la situazione delle donne, non solo economica, ma anche sociale. Credo che il lavoro sia un veicolo importante verso l’emancipazione femminile in una realtà come quella tunisina”. A parlare è Hedia Souissi, presidente di una micro-impresa di produzione del miele che si batte per coinvolgere il maggior numero possibile di donne.

“In questo periodo – continua Hedia – stiamo riscontrando parecchie difficoltà, ci troviamo in una fase delicata che sta creando divisioni interne. In seguito alla minaccia dell’ISIS nelle regioni montagnose di Thala, la metà delle apicultrici, tra cui me e la mia famiglia, si è spostata cercando riparo nella comunità di Ain Zayen, a monte della vallata. Questo spostamento ha comportato una complessità nella gestione dell’attività produttiva, ulteriormente complicata da un forte implicazione maschile nei processi decisionali del gruppo”.

Miele prodotto dalla micro-impresa di Hedia Souissi

Hedia si trova quindi bloccata nella sua missione e nello sviluppo della cooperativa di apicultrici: vorrebbe vedere un coinvolgimento più attivo delle altre partecipanti, che ancora hanno difficoltà nell’esprimersi liberamente di fronte ai mariti o nel prendere decisioni autonome.

Da sinistra: una delle donne tunisine che lavora nella produzione del miele, Valentina e Hedia Souissi.

A raccontare questa storia è Valentina Tartari, Senior EU Aid Volunteer in Tunisia. Valentina è una specialista in questioni di genere, e per GVC Tunisia si sta occupando di seguire il progetto Eco de Femmes che GVC porta avanti dal 2012 a sostegno dell’economia sociale in cui le delle donne rurali sono centrali come motore di sviluppo contro la povertà. “Lo studio diagnostico di questa realtà produttiva ha fatto emergere la necessità di rafforzare la leadership femminile e l’implicazione delle donne nella direzione futura della micro-impresa, massimizzando i momenti di aggregazione femminile soprattutto tramite le attività di formazione” spiega Valentina. “Per questo ci stiamo muovendo con una prospettiva gender nell’ambito del progetto, puntando a favorire il dialogo e l’implicazione della popolazione maschile tramite attività di mediazione, per poter sviluppare una strategia di empowerment partecipativo, che porti ad armonizzare gli interessi dei due gruppi perché diventino una risorsa, anziché un blocco, l’uno per l’altro”.

 

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