Ho sempre avuto una grande passione per le migrazioni”, è così che Giulia inizia la sua testimonianza nell’ufficio di WeWorld-GVC Cambodia, a Siem Reap.

Di origine siciliana, Giulia è da diversi anni direttamente impegnata nella tutela dei diritti umani in ambito migratorio. Dopo la laurea in giurisprudenza nel 2014, a Palermo si è dedicata agli aspetti legali relativi all’ottenimento dello status di rifugiato e dei permessi di soggiorno, presso uno studio legale e la Law Clinic dell’Università di Palermo. “Avevo voglia di occuparmene più praticamente, toccando con mano quello che stavo facendo in teoria”, spiega.

Quello delle migrazioni è un tema che le sta molto a cuore, infatti mi racconta che suo nonno  è stato costretto ad emigrare in Germania per diversi anni e che molti altri membri della sua famiglia sono andati via dalla Sicilia per poter trovare un lavoro.

In seguito ad un dottorato di ricerca sulla questione migratoria rispetto ai cambiamenti climatici e sulle possibili forme di protezione per coloro che restano in Europa, Giulia frequenta un master dell’Ispi (Istituto per gli studi di politica internazionale) in progettazione: “Mi sono molto interrogata in quel momento. Avevo 29 anni, avevo fatto già molte cose nella vita”, mi racconta. “Ho pensato: o ora o mai più”.

È così che Giulia si è messa ancora una volta in gioco per entrare nel mondo della cooperazione internazionale. Al momento di scegliere lo stage di fine master scopre l’iniziativa EU Aid Volunteers, un progetto sulla migrazione e il traffico di migranti in Cambogia. “È così che sono arrivata qui”.

Quando le chiedo della Cambogia, Giulia risponde che non ha mai scritto dei focus sul paese e che non lo conosceva prima di arrivare (la sua ricerca si concentrava sul Sahel e il continente africano).  “Inoltre, quel poco che c’è sulla migrazioni è incentrato sul Bangladesh o su altre zone dell’Asia”, spiega.

Eppure appena Giulia inizia a leggere le interviste e le testimonianze delle persone che partecipano alle attività di WeWorld-GVC, si rende subito conto che raccontano di spostamenti, quasi sempre, dovuti alla siccità e alle condizioni climatiche. “Anche se non è ancora stato dimostrato che i cambiamenti climatici possano, da soli, indurre la gente a migrare”, osserva, “esistono molte concause, come la povertà, l’assenza di lavoro e di possibilità economiche, fattori di attrazione tra diversi paesi che, insieme al degrado dell’ambiente, agiscono come fatto fattori di spinta. La Tailandia è molto più ricca della Cambogia, ad esempio”.

Di fronte alla logica per cui è sempre necessario valutare prima la causalità diretta dei fenomeni e avere sufficienti prove, Giulia precisa: “Parliamo pur sempre di persone. ll cambiamento climatico incide sul sostentamento se non si possono soddisfare i bisogni della propria famiglia non puoi sopravvivere”.

Mi rendo conto che siamo in un momento molto particolare”, afferma. “Esiste infatti una connessione molto forte tra lo spostamento per cause ambientali e per motivi economici. Se sei “forzato” a andare via per un conflitto, ad esempio, sei un rifugiato e sei costretto a fuggire. Invece si pensa che i migranti abbiano sempre una scelta. Ma quando non puoi sfamare la tua famiglia e devi trovare un modo per migliorare questa condizione, non è sempre così.”

È proprio su questo asse che agiscono i progetti di WeWorld-GVC in Cambogia, quelli di cui Giulia, in quanto Project Manager, gestisce l’implementazione. “L’obiettivo non è quello di bloccare le persone, ma lavorare con loro per aiutarle a sviluppare una conoscenza rispetto a un problema, dare loro gli strumenti per capire”. Giulia racconta in cosa consistono i cosiddetti “self-help group”, dei gruppi di aiuto reciproco affinché la gente possa essere più informata sulle procedure di migrazione legale ed avere una maggiore consapevolezza dei rischi più frequentemente legati ai canali irregolari, come sfruttamento lavorativo e traffico di esseri umani.

In base alla sua esperienza professionale in queste tematiche, Giulia è fiduciosa che il progetto di WeWorld-GVC avrà un impatto positivo:

Le cause della migrazione sono molteplici e la povertà è sempre alla base. La gente sarà sempre costretta ad andarsene se non si agisce sulle cause, e sulle possibili soluzioni.” Per questo, “è necessario dare delle alternative”, sottolinea Giulia. 

Guardando al futuro dei progetti di WeWorld-GVC, Giulia vede un’evoluzione positiva, con più tasselli che verranno ad aggiungersi  alle attività già esistenti:  servizi più diretti per i migranti, sia dal punto di vista legale che psicologico, per migliorare le loro competenze e proteggere i loro diritti.

Aspettando che tutto ciò si concretizzi, Giulia conclude: “Sento ogni giorno l’emozione di dirmi che sto provando a fare qualcosa di buono per la società”.

 

Intervista a GIULIA INGUAGGIATO, EU Aid Volunteers in Project Management and Administration in Cambogia, scritta da Chiara Ciampa (EU Aid Volunteers in Communication)

 

Per maggiori informazioni sulle opportunità e sui progetti EU Aid Volunteers clicca qui o scrivi a  volunteers@gvc.weworld.it 

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