Cristina ha lasciato un mondo che sentiva non appartenerle più per scoprire il settore del no-profit attraverso l’esperienza dell’EU Aid Volunteers.


Dopo aver studiato business administration in Italia, ha infatti iniziato a lavorato nel settore privato. Dopo due anni e mezzo in un’azienda ha però sentito di non appartenere più a questo mondo. E lo ha lasciato.

“Entrare nel settore del non profit purtroppo non è facile”, spiega. “In più non avevo mai avuto un’esperienza all’estero”, aggiunge. “Quando ho visto la posizione EU Aid Volunteers in accounting in Cambogia ho quindi pensato che fosse perfetta, perché riuniva tutto quello che desideravo”.

Per Cristina essere una volontaria è stata una decisione cosciente e maturata con il tempo. “Molte persone mi hanno chiesto se non sarebbe stato più semplice fare una donazione a un’organizzazione o addirittura adottare un bambino a distanza, altre mi ammirano per la scelta che ho preso. Io mi ritrovo più con questa posizione. Per me è un’opportunità”.

Cristina mi racconta della prima settimana in Cambogia, ormai sei mesi fa, come se fosse un ricordo molto lontano. La prima settimana aveva paura di aver preso la scelta sbagliata, si ritrovava in un mondo completamente diverso e non sapeva come muoversi. “Sono andata subito a vedere i templi di Angkor, la meta turistica più famosa della Cambogia. Poi ho iniziato a conoscere la storia del paese, la cultura e le persone”, aggiunge.
“Ora quando parlo al telefono con la mia famiglia e i miei amici mi dicono che mi sentono molto serena. E lo sono”.

Quando le chiedo di parlarmi dell’aspetto più bello del suo lavoro, Cristina non esita neanche un secondo. “Lavorare a stretto contatto con Sokcheng. Affiancare una ragazza cambogiana,  confrontarmi e anche scontrarmi con lei, è stato sicuramente il valore aggiunto del mio deployment”. Mi spiega che WeWorld-GVC in Cambogia ha una piccola equipe e di come lei si senta fortunata a collaborare quotidianamente con qualcuno dello staff locale . “Sokcheng è stata essenziale per comprendere il lavoro, ma anche per aiutarmi a capire la cultura cambogiana. A lei piace condividere e io sono una persona molto curiosa”.

La maggiore difficoltà invece, per lei, è stata adattarsi ai tempi di lavoro. “Nel mio precedente lavoro avevo una lista di priorità che potevo gestire in modo più autonomo, a differenza di ora, dove spesso le priorità diventano tali all’ultimo minuto. Bisogna essere molto flessibili nel riadattare in fretta i propri ritmi di lavoro per riuscire a gestire tutto nel modo migliore e nei tempi richiesti”.  Tirando le somme rispetto a questi 6 mesi, Cristina è certa di aver imparato tante cose. “Sono partita da zero, perché non sapevo neanche una ONG come fosse fatta”.

Infine, è riuscita a avere la conferma che cercava. “Non sono fatta per il mondo del profit perché guardo sempre all’aspetto umano delle cose. Aiutare le altre persone. Per me è questo l’aspetto umano.” Anche se passa molto tempo in ufficio, nelle “retrovie delle attività”, come le definisce lei, Cristina sa bene per cosa sta lavorando e cosa sta facendo, ed è questo che ammira del suo lavoro.

“Sono felice di essere qui. Non mi sono mai pentita della mia scelta”, conclude, serena e con convinzione.

 

 

Intervista a CRISTINA RAMUS, EU Aid Volunteers in Finance and Accounting in Cambogia, scritta da Chiara Ciampa

 

Per maggiori informazioni sulle opportunità e sui progetti EU Aid Volunteers clicca qui o scrivi a volunteers@gvc.weworld.it

 

 

 

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