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I nuovi EU Aid Volunteers

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National Focal Point

Il programma EU Aid Volunteers

EU Aid Volunteers offre l’opportunità ai cittadini europei o residenti di lungo periodo in Europa, maggiori di 18 anni, di essere coinvolti nel volontariato estero retribuito in progetti di aiuto umanitario nel mondo. EU Aid Volunteers consente a più di 4.000 cittadini e cittadine europei di diventare volontari per contribuire e sostenere, con il proprio tempo, il proprio lavoro e le proprie competenze, le missioni umanitarie già attive nei paesi di maggior necessità. Sta formando più di 4.400 professionisti appartenenti alle organizzazioni locali che accoglieranno e coordineranno i volontari. Offre 10.000 opportunità di volontariato on line.

Il progetto AIDCSO

Standard richiesti alle organizzazioni di invio

Per partecipare all’iniziativa europea di invio volontari le organizzazioni devono ottenere la certificazione EUAV. La certificazione assicura le competenze dell’organizzazione nelle fasi di gestione del volontario e del rapporto con l’organizzazione in loco.
Per certificarsi l’organizzazione compilerà un questionario di autovalutazione all’interno del quale viene richiesto di allegare documenti a supporto.

Standard 1. MISURE DI TUTELA E SICUREZZA

Necessaria una politica di sicurezza e delle procedure pertinenti consentono all’organizzazione di prevenire e a far fronte a possibili incidenti che possano danneggiare l’integrità fisica del proprio staff.
Es. Piano di evacuazione, analisi del contesto, definizione ruoli e responsabilità, etc.

Standard 2. PARI OPPORTUNITÀ E NON DISCRIMINAZIONE

Le organizzazioni coinvolte devono combattere la discriminazione e offrire a tutte le persone un accesso equo e giusto alle opportunità sociali. Inoltre devono sviluppare e trasporre nella pratica politiche di pari opportunità e non discriminazione.

Standard 3. RICONOSCIMENTO PROFESSIONALE E SOCIALE

Esiste una grande varietà di modalità di riconoscimento all’interno di un’organizzazione. A livello formale si possono promuovere dei canali di partecipazione per i volontari in processi decisionali, nelle attività di formazione, nella partecipazione a eventi commemorativi. A livello informale si tratta di piccole azioni quotidiane di apprezzamento del loro contributo.

Standard 4. TUTELA DI MINORI E ADULTI VULNERABILI

Gli individui vulnerabili vanno tutelati alla luce del maggiore rischio di abusi a cui sono esposti. Le organizzazioni devono sviluppare strategie per minimizzare i rischi e fornire un ambiente sicuro, degno e rispettoso per i fruitori e i volontari.

Standard 5. SALUTE E SICUREZZA

L’organizzazione deve garantire la salute e la sicurezza di staff e volontari. L’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario richiede alle organizzazioni di invio e d’accoglienza di assicurare la salute e la sicurezza fisica e psicologica dei volontari.

Standard 6. PROTEZIONE DATI

I dati personali, dei volontari, raccolti all’interno devono essere gestiti nel rispetto delle responsabilità legali e contrattuali sulla protezione dei dati, al fine di evitare sanzioni, la perdita di reputazione ed eventuali sospensioni in conformità alle direttive europee sul trattamento dei dati personali.

Standard 7. PARTENARIATO

Organizzazioni di invio e d’accoglienza devono stabilire un accordo nella gestione dei progetti che prevedono la mobilitazione di volontari in Paesi terzi. Viene definito un quadro di azione per le fasi di pre-mobilitazione, mobilitazione e post-mobilitazione.

Standard 8. ASSEGNAZIONE DEI COMPITI DEL VOLONTARIO

Definizione adeguata dei compiti consente di selezionare la persona più idonea garantendo una realizzazione proficua delle attività.
Necessario definire un profilo e dei criteri in materia di competenze da utilizzare durante la fase di selezione.

Standard 9. INDIVIDUAZIONE E SELEZIONE DEI CANDIDATI VOLONTARI

L’iniziativa stabilisce un processo specifico per il reclutamento e la selezione dei volontari.
L’organizzazione di invio è responsabile della pubblicazione dell’offerta di volontariato.
La selezione dei candidati viene realizzata congiuntamente tra le organizzazioni di invio e d’accoglienza.

Standard 10. PIANO DI APPRENDIMENTO E SVILUPPO

I volontari, attraverso le attività in loco, acquisiscono determinate competenze. EUAV definisce necessaria l’identificazione dei risultati desiderati per garantire il loro conseguimento. Un quadro delle competenze fornisce un profilo della situazione del volontario prima, durante e dopo l’esperienza.

Standard 11. PROCEDURE PER LA PREMOBILITAZIONE

L’inclusione e la preparazione rappresentano un momento fondamentale.
L’organizzazione deve assicurarsi che il volontario riceva una formazione esaustiva, abbia accesso agli strumenti principali e sappia come utilizzarli e comprenda come rispettare tutte le procedure richieste. Durante la formazione pre-partenza è necessario un focus sulle procedure di sicurezza.

Standard 12. INSERIMENTO IN APPRENDISTATO

L’iniziativa EUAV prevede la possibilità di una fase in apprendistato pre-mobilitazione in cui verificare conoscenze e abilità del volontario. Identificare le debolezze del volontario in un “contesto sicuro”, può aiutare l’organizzazione ad anticipare potenziali problemi e a offrire orientamento attraverso misure che insegnino  buone pratiche.

Standard 13. GESTIONE DELLA PERFORMANCE

Il monitoraggio dei volontari favorisce la loro integrazione all’interno delle organizzazioni. Si tratta di stabilire attività periodiche più o meno formalizzate (riunioni, revisione dei risultati, ecc.) che accompagnano e promuovono lo sviluppo dei volontari nelle organizzazioni.

Standard 14. CONDIZIONI DI VITA

L’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario copre le spese di viaggio, per il visto, per l’alloggio e il cibo, e garantisce una gestione efficiente dei rischi legati a sicurezza, salute e tutela.
L’organizzazione di invio dovrà assicurarsi che siano garantite condizioni di vita degne e sarà responsabile dell’acquisto di biglietti aerei, supporto logistico per visti e pagamento al volontario di un pocket money il cui valore è stabilito dall’UE.

Standard 15. CONDIZIONI DI LAVORO

L’organizzazione di invio deve garantire il rispetto di adeguate condizioni di lavoro per consentire ai volontari di svolgere i propri compiti in un ambiente sano e sicuro, garantendo il loro benessere e la loro motivazione.
Es. max 40 ore settimanali, congedo mensile di 2 giorni, etc.

Standard 16. CONTRATTO CON IL VOLONTARIATO

Un contratto sancisce tutti gli obblighi e le responsabilità derivanti dall’accordo tra organizzazioni e volontario. Chiarisce i diritti, gli obblighi e i compiti del volontario e identifica le responsabilità delle organizzazioni di invio e d’accoglienza, oltre ai processi per la risoluzione delle controversie.
Il contratto inoltre manifestare l’impegno del volontario nei confronti della missione e dei valori dell’organizzazione.

Standard 17. INTEGRITÀ E CODICE DI CONDOTTA

Il codice di condotta comprende una serie di impegni legati al comportamento personale e professionale che devono rispettare tutti i membri dell’organizzazione. L’obiettivo principale del codice è mettere in relazione la missione, i valori e i principi di un’organizzazione con le norme che governano la condotta professionale e personale dei propri membri.

Standard 18. RELAZIONE FINALE

La relazione finale (debriefing) coincide con il termine dell’esperienza. E’ importante sia per l’organizzazione che per il volontario che esista uno spazio di riflessione congiunta sulle attività svolte, sull’apprendimento e sugli aspetti da migliorare un momento di valutazione e di orientamento sulle possibilità future.

Domande frequenti

Le domande e i dati qui riportati si basano sulle esperienze di lavoro durante le attività di  “assistenza tecnica” alle 16 organizzazioni partecipanti al progetto e sulle FAQ sviluppate da EACEA.

Di cosa si occupa l’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario?

L’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario rappresenta un’opportunità per le ONG, sia con sede nell’Unione Europea che al di fuori, e per le organizzazioni internazionali attive nel campo dell’aiuto umanitario, nella riduzione del rischio derivato da catastrofi o nel collegamento tra le attività di soccorso, riabilitazione e sviluppo. Queste ONG devono creare dei partenariati per proporre progetti che rafforzino la propria capacità nei campi citati in precedenza e mobilitare volontari europei potenziando le operazioni di aiuto umanitario a livello globale fuori dall’UE. Rappresenta inoltre una possibilità per i cittadini europei e i residenti di lunga data nei Paesi UE di partecipare come Volontario dell’Unione per l’aiuto umanitario lavorando alle iniziative di sviluppo delle competenze delle organizzazioni umanitarie e delle comunità locali nei Paesi colpiti da catastrofi fuori dall’Europa. Inoltre la possibilità di svolgere del volontariato online permetterà a volontari da tutto il mondo di sostenere l’azione umanitaria. È possibile ottenere ulteriori informazioni nella scheda informativa per i Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario (EU Aid Volunteers factsheet).

Come viene gestita?

L’Agenzia esecutiva per l’istruzione, gli audiovisivi e la cultura (EACEA) è responsabile della gestione dell’intero ciclo di vita delle iniziative menzionate precedentemente, ovvero dell’implementazione del programma compreso il bando per le proposte, l’analisi delle richieste di finanziamento, il monitoraggio dei progetti sul posto, la diffusione dei risultati del progetto e del programma. L’EACEA lavora in collaborazione con la Commissione europea, DG ECHO.

La DG ECHO ha guidato la creazione e lo sviluppo del programma congiuntamente con gli Stati membri UE e i principali attori umanitari. La DG ECHO è responsabile dello sviluppo del quadro normativo alla base dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario e della supervisione degli aspetti politici, finanziari e operativi dell’iniziativa.

Chi fa cosa?
  • DG ECHO, Commissione europea:
    1. Stabilisce le aree prioritarie per la mobilitazione e il rafforzamento delle competenze da finanziare ogni anno, in base alla valutazione delle necessità.
    2. Gestisce la piattaforma di networking e la comunicazione per i Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario al fine di promuovere l’iniziativa. Supervisiona e supporta l’implementazione del programma di formazione per i candidati volontari.
  • Organizzazioni di invio e d’accoglienza:
    1. Si impegnano, tramite certificazione, a rispettare gli standard di qualità nella gestione dei volontari.
    2. All’interno dei consorzi presentano proposte di progetto per intraprendere iniziative di sviluppo delle competenze, assistenza tecnica e sviluppo: selezionare e presentare candidati volontari con incarichi di apprendistato, mobilitare e gestire i Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario.
  • L’Agenzia esecutiva della Commissione europea, EACEA:
    1. Gestisce i bandi per le proposte e le gare d’appalto e i relativi contratti e finanziamenti.
    2. Gestisce il processo di certificazione.
    3. Fornisce una polizza assicurativa a tutti i volontari.
Chi può diventare un Volontario dell’Unione per l’aiuto umanitario?

L’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario è aperta ai cittadini UE e ai residenti di lunga data di Paesi terzi in uno Stato membro provenienti da contesti molto diversi e con un ampio bagaglio di esperienze, dai nuovi arrivati ai professionisti di lunga data. La selezione dei Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario sarà motivata dalle esigenze a livello umanitario in un dato settore alla data del reclutamento e verrà condotta seguendo i principi di pari opportunità e non discriminazione. I volontari sono cittadini europei e residenti di lunga data in un Paese membro della UE. I cittadini di potenziali Paesi candidati, Paesi SEE o aderenti alla Politica Europea di Vicinato saranno eleggibili per la candidatura solo laddove la UE sigli un accordo bilaterale con tali Paesi.

Qual è il ruolo delle organizzazioni di invio e d’accoglienza?

Le organizzazioni di invio sono responsabili per tutti gli aspetti di individuazione, selezione, formazione, mobilitazione e gestione dei Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario. Queste devono garantire il coinvolgimento costante dell’organizzazione d’accoglienza per l’intero ciclo di vita del progetto.

Le organizzazioni d’accoglienza accoglieranno i volontari facendosi responsabili della fase iniziale, designando i tutor e garantendo la fornitura di un alloggio degno e adeguate condizioni di lavoro per l’intero periodo.

La mia organizzazione è eleggibile per la certificazione come organizzazione di invio/accoglienza?

L’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario è aperta alle organizzazioni con sede in Europa e altri Paesi che rispettino i seguenti criteri:

Le organizzazioni di invio devono:

  1. Aderire agli standard e alle procedure dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario.
  2. Essere attive nel campo dell’aiuto umanitario.
  3. Appartenere a una delle seguenti categorie:
    • organizzazioni non governative no profit con sede in uno Stato membro UE;
    • organismi di diritto pubblico a carattere civile di uno Stato membro;
    • federazioni internazionali delle società nazionali della Croce rossa e della Mezzaluna rossa.

Le organizzazioni con sede nei Paesi candidati, potenziali candidati e Paesi partner della Politica Europea di Vicinato, i Paesi membri dello Spazio Economico Europeo (SEE) possono partecipare in una fase successiva solo laddove questi Paesi siglino degli accordi con l’UE, responsabile del programma.

Le organizzazioni d’accoglienza devono:

  1. Aderire agli standard e alle procedure dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario.
  2. Essere attive nel campo dell’aiuto umanitario.
  3. Appartenere a una delle seguenti categorie:
    • organizzazioni non governative senza scopo di lucro operanti o costituite in un Paese terzo sotto le leggi in vigore in quel Paese;
    • organismi di diritto pubblico a carattere civile retto da leggi di un Paese terzo;
    • agenzie e organizzazioni internazionali.
Perché si richiede alle organizzazioni di ottenere la certificazione all’interno dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario?

A qualsiasi organizzazione che desideri partecipare al programma Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario viene richiesto di impegnarsi a rispettare gli standard di alta qualità nella gestione dei volontari previsti dalla normativa sui Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario. Si tratta in questo caso di un indicatore di qualità della gestione dell’iniziativa.

Le organizzazioni di invio devono completare un documento di autovalutazione che dia prova del rispetto e dell’impegno nei confronti degli standard e delle procedure dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario, in campi come l’obbligo di diligenza, salute e sicurezza, parità, tra gli altri.

Le organizzazioni d’accoglienza devono completare un documento di autovalutazione e presentarlo insieme a tre referenze, in modo da dimostrare la propria capacità di rispettare e impegnarsi nei confronti dei requisiti dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario.

In che consiste il processo di presentazione delle domande di certificazione?
  1. Il processo di certificazione è gratuito e viene organizzato a rotazione fino a settembre 2020, pertanto non esistono specifiche scadenze da rispettare.
  2. Entro sei mesi dalla ricezione della domanda completata, la Commissione UE comunicherà il risultato della certificazione all’organizzazione richiedente.
  3. Le commissioni di valutazione responsabili della valutazione delle domande per la certificazione presentate si riuniscono su base mensile. Per poter essere valutata, una domanda deve essere presentata presso i locali dell’Agenzia non più di 15 giorni solari prima del primo giorno del mese in cui si riunisce la Commissione di valutazione.
  4. Le organizzazioni che non hanno ottenuto la certificazione hanno la priorità per richiedere lo sviluppo delle competenze per le organizzazioni d’accoglienza e/o l’assistenza tecnica per le organizzazioni di invio.
  5. Le organizzazioni che non hanno ottenuto la certificazione possono ripresentare la domanda dopo 12 mesi.
  6. I documenti di autovalutazione ai fini della certificazione sono disponibili solo in inglese e in francese. Ad ogni modo accettiamo domande di autovalutazione compilate in qualsiasi delle lingue ufficiali dell’Unione Europea. La presentazione delle domande di autovalutazione e delle relative prove a sostegno devono essere presentate in formato elettronico, utilizzando unicamente la seguente email: EACEA-EUAID-VOLUNTEERS@ec.europa.eu. La conferma della ricezione viene inviata per email a tutte le organizzazioni richiedenti.
Cosa succede una volta ottenuta la certificazione da parte della mia organizzazione?

Una volta ottenuta la certificazione come organizzazione di invio e d’accoglienza è possibile partecipare ai bandi pubblicati all’interno dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario. I bandi per le proposte di mobilitazione dei Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario sono pubblicati sul sito web della Direzione generale per gli Aiuti umanitari e la protezione civile della Commissione europea e della EACEA, specificando le priorità geografiche e tematiche dei progetti.

Qual è la differenza tra assistenza tecnica e sviluppo delle competenze per le organizzazioni di invio e d’accoglienza?
  1. L’assistenza tecnica e lo sviluppo delle competenze sono un bando per finanziare attività volte al rafforzamento delle competenze delle organizzazioni di invio e d’accoglienza che desiderano partecipare all’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario garantendo il rispetto di standard e procedure.
  2. L’assistenza tecnica mira principalmente a sviluppare le competenze delle organizzazioni all’interno dell’Europa.
  3. Lo sviluppo delle competenze mira a sviluppare le capacità delle organizzazioni in Paesi fuori dall’Europa.
  4. Questo include un ampio ventaglio di attività come:
    • Visite di studio/valutazione per dettagliare in maniera definitiva le esigenze dell’iniziativa.
    • Attività per sviluppare/rafforzare le competenze.
    • Seminari e workshop, affiancamento lavorativo.
    • Accordi di gemellaggio e interscambio di staff.
    • Interscambio di conoscenze, cultura organizzativa e buone prassi, visite di studio.
    • Attività per alimentare la creazione di partenariati, assistere le organizzazioni nel rispetto dei principali standard umanitari, rafforzare la cooperazione regionale.
    • Sviluppo e gestione delle opportunità di volontariato online.
    • Coach/Tutor per staff e volontari delle principali organizzazioni di invio;
    • Corsi di formazione per formatori/coach/tutor/moltiplicatori di Paesi terzi.
All’interno del plico della domanda dove devo menzionare che la mia organizzazione ha partecipato ad attività di assistenza tecnica?

Come raccomandato dalla Commissione, le organizzazioni partecipanti alle attività di assistenza tecnica devono menzionare la propria partecipazione, formazione e assistenza ricevute nell’ultima domanda del documento di autovalutazione:

technical assistance modulo faq

Ricordate di specificare il titolo e il numero di riferimento del progetto di assistenza tecnica.

Cosa significa “Paese terzo” nel contesto EUAV?

Come definito nel Regolamento n. 375/2014 alla base dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario, per “Paese terzo” si intende un Paese al di fuori dell’Unione europea in cui hanno luogo le attività e le operazioni umanitarie.

Cosa si intende per attivo nel campo dell’aiuto umanitario?

 La Commissione europea applica un’ampia definizione dell’aiuto umanitario, definendolo come: “attività e interventi condotti in Paesi terzi e destinati a fornire un’assistenza d’emergenza fondata sulle esigenze e volta a tutelare la vita, a prevenire e alleviare la sofferenza e a mantenere la dignità umana in situazioni di crisi provocate dall’uomo o di catastrofi naturali. Esso comprende l’esecuzione di interventi di assistenza, di soccorso e di protezione durante le crisi umanitarie o immediatamente dopo, misure di sostegno che garantiscano l’accesso alle popolazioni in stato di necessità e che facilitino il libero transito dell’aiuto, nonché azioni volte a migliorare il grado di preparazione alle catastrofi e la riduzione del loro rischio di insorgenza e a contribuire al rafforzamento della resilienza e della capacità di affrontare le crisi e di portare avanti un processo di recupero”. (Regolamento 375/14 art. 3(d))

Inoltre l’iniziativa EUAV ricerca una forte complementarietà e coerenza con altri settori delle politiche, in particolare con le politiche di sviluppo e di collegamento tra le attività di soccorso, riabilitazione e sviluppo. (Regolamento 375 art. 6(1))

Posso fare domanda di certificazione e al contempo presentare una proposta di progetto per assistenza tecnica e sviluppo delle competenze?

Sì. Non esiste conflitto in termini eleggibilità su base legale, in quanto il processo di certificazione è diverso dal bando per le operazioni di assistenza tecnica e sviluppo delle competenze in cui non esiste alcun requisito per nessuno dei membri del consorzio (né leader né partner) per ottenere una garanzia di certificazione. Per ottenere maggiori informazioni sui requisiti di eleggibilità, si prega di consultare qui l’ultimo bando per le proposte di assistenza tecnica e sviluppo delle competenze.

La mia organizzazione è accreditata con lo schema SVE, questo rappresenta un vantaggio per la domanda di certificazione?

Il Servizio Volontario Europeo è un altro schema di volontariato europeo che richiede un precedente processo di certificazione che prova il rispetto da parte dell’organizzazione di una serie di requisiti stabiliti relativi al ciclo di gestione dei volontari. La certificazione e l’esperienza nell’implementare progetti di mobilitazione può fornire alcuni importanti documenti come prova da allegare al plico della domanda (come ulteriore prova) rafforzandone il credito.

Qual è la base legale dell’iniziativa?

Esistono tre iniziative legali che definiscono i diversi aspetti dell’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario. Il Regolamento (UE) n. 375/2014 ha dato vita all’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario stabilendone il quadro legale. Gli standard e le procedure per l’iniziativa Volontari dell’Unione per l’aiuto umanitario sono contenuti nel Regolamento di esecuzione 1244/2014 e nel Regolamento delegato C(2014) 7725.

  1. Regolamento 375/2014
  2. Regolamento di esecuzione 1244/2014
  3. Regolamento delegato 1398/2014

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Per maggiori informazioni:

Deployment

Il termine Deployment identifica i progetti EU Aid Volunteers  diretti all’invio dei volontari nei paesi extraeuropei. [Maggiori info]

Capacity building

Questo programma mira ad aumentare le competenze delle organizzazioni dei paesi non Europei nella gestione delle crisi umanitarie. [Maggiori info]

Technical Assistance

I progetti di Assistenza Tecnica hanno l’obiettivo di coinvolgere il maggior numero possibile di organizzazioni europee in EU Aid Volunteers. [Maggiori info]

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